BILL CUNNINGHAM

Dom, 25/06/2017

Una delle frasi ripetute di William J. "Bill" Cunningham Jr. (Boston, 13 marzo 1929 - New York, 25 giugno 2016), "Il fotografo della strada", era:

"Devo uscire ogni giorno. 
Quando mi deprimo in ufficio, esco,
e non appena sono sulla strada ed osservo la gente, mi sento meglio. 

Non esco mai con un' idea precisa ne preconcetti,
lascio semplicemente che la strada sia a parlare di me."

Non c'é più. Era un uomo semplice, di poche parole che non utilizzava il suo nome reale nei primi anni '50, perchè la famiglia aveva imbarazzo per ciò che attraeva Bill, cappelli e abiti da signora; si perchè Lui si occupò di questo in più di 50 anni di carriera.
Iniziò a ritrarre le signore per strada durante la seconda guerra mondiale.
Racconta che in fondo non era mai stato un buon fotografo, e la sua timidezza lo frenava spesso.
Gli piaceva fotografare donne vestite meravigliosamente, e attraverso le immagini, inizialmente incosapevolmente, raccontava di loro sottigliezze che arrivavano all'essenza, se apparivano foto rappresentative e non di contenuto, chi ha saputo leggere i suoi capolavori, ha visto anime di queste splendide donne incorniciate da abiti incredibili, non ultima la meravigliosa Iris Apfel.
Dalla sua citta natale si trasferì a New York, dopo un periodo breve di Harvard University,
poi inizio con mille lavori, e diciamo pure che questa fu la fortuna di quei due occhi azzurri e di quel sorriso empatico e mai invadente, lavorare tra la gente, quale ispirazione migliore.
La carriera di Bill si svolse sulle strade di tutto il mondo, le più glamour, le più decadenti a volte, l'eleganza spinta all'eccesso, colori brillanti, a volte non accostabili, ma era questo che lui voleva, e che gli piaceva.
Un Fotografo della Strada, che s'impegnò poi lavorando per il New York Times.
Non cerchiamo di analizzare il suo gusto,  l'arte è arte, si accettano opinioni, ma è inequivocabile un' artista, se ora vi racconto brevemente di Lui, è perchè prima di me lo ricorda il mondo, e prima di tutti, è Lui che raccontò se stesso attraverso la sua giacca bleu, la sua bicicletta, e i suoi scatti improvvisi che rimarranno impressi nella storia della fotografia, innovativa a tutti gli effetti.
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Ciao Bill. 
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Eleonora Sarzi Amade