Analisi dipinto: Rapporto sulle indagini in ED-XRF per riconoscimento pigmenti e strati pittorici

Ricorre ogni 4 mesi fino a Mar Dic 31 2019 .
Mar, 03/05/2016
Sab, 03/09/2016
Mar, 03/01/2017
Mer, 03/05/2017
Dom, 03/09/2017
Mer, 03/01/2018
Gio, 03/05/2018
Lun, 03/09/2018
Gio, 03/01/2019
Ven, 03/05/2019
Mar, 03/09/2019



RAPPORTO SULLE INDAGINI IN ED-XRF

PER RICONOSCIMENTO PIGMENTI E STRATI PITTORICI




“VENERE TRATTIENE ADONE”

 

COLLEZIONE PRIVATA
 

Analisi a cura di Giuseppe Laquale
 

  1- Blu dello sfondo fra i volti di Adone e Venere

   2- Blu dello sfondo accanto ad Adone

   3- Azzurro chiaro della nuvola accanto ad Adone

   4- Verde di una foglia dell’albero principale

     5- Accumulo di colore chiaro sui capelli di Venere

   6- Rosso chiaro del fiocco della lancia di Adone

   7- Carnato del mento di Venere

  8- Carnato del braccio di Adone

   9- Rosso vivo del manto di Adone

   10- Blu scuro del manto di Venere, parte a destra del corpo

   11- Blu scuro del manto di Venere, parte a destra del corpo

   12- Zona scura del manto blu, a sinistra del corpo di Venere

   13- Zona media del manto blu, a sinistra del corpo di Venere

   14- Zona chiara del manto blu, a sinistra del corpo di Venere

   15- Azzurro del cielo accanto al ventre di Venere

   16- Scuro del corno da caccia di Adone

   17- Azzurro del cielo, al di sopra della testa del cane

   18- Arancio del cielo, al di sopra della testa del cane

  19- Punto sgranato dell’azzurro del cielo accanto ad Adone, a sinistra

   20- Punto sgranato del cielo, sotto la nuvola a sinistra di Adone

INDICE DELLE MISURAZIONI ESEGUITE

1- Blu dello sfondo fra i volti di Adone e Venere
2- Blu dello sfondo accanto ad Adone
3- Azzurro chiaro della nuvola accanto ad Adone
4- Verde di una foglia dell’albero principale
5- Accumulo di colore chiaro sui capelli di Venere
6- Rosso chiaro del fiocco della lancia di Adone
7- Carnato del mento di Venere
8- Carnato del braccio di Adone
9- Rosso vivo del manto di Adone
10- Blu scuro del manto di Venere, parte a destra del corpo
11- Blu scuro del manto di Venere, parte a destra del corpo
12- Zona scura del manto blu, a sinistra del corpo di Venere
13- Zona media del manto blu, a sinistra del corpo di Venere
14- Zona chiara del manto blu, a sinistra del corpo di Venere
15- Azzurro del cielo accanto al ventre di Venere
16- Scuro del corno da caccia di Adone
17- Azzurro del cielo, al di sopra della testa del cane
18- Arancio del cielo, al di sopra della testa del cane
19- Punto sgranato dell’azzurro del cielo accanto ad Adone, a sinistra
20- Punto sgranato del cielo, sotto la nuvola a sinistra di Adone

RELAZIONE TECNICA DELLE INDAGINI ESEGUITE

ASSETTO DEL SISTEMA
l’apparecchiatura denominata XRS -38 è stata settata nel modo seguente:
25 keV di potenza
230 A di tensione
60 secondi di tempo di acquisizione dello spettro
Il rivelatore è un SDD (silicon drift detector) in grado di identificare gli elementi della tavola periodica compresi tra l’Alluminio e l’Uranio.
Si precisa che nella relazione gli spettri non riportano il nome degli elementi sui picchi relativi all’ Argon (Ar a 2.96 keV) e al Tungsteno (W a 8.39 e 9,62 keV ), dato che il primo appartiene alla lettura dell’aria che il fascio di fotoni x incontra durante la misurazione, mentre il secondo è relativo al materiale di cui è composto l’anodo del tubo a raggi x che rilascia informazioni sulla lettura finale dello spettro. Entrambi appaiono in maniera costante in tutte le misurazioni eseguite.

INTERPRETAZIONE DEGLI SPETTRI

Nella scelta della posizione e nella corretta interpretazione degli spettri ha giocato un ruolo decisivo il confronto in tempo reale con l’Analisi Multispettrale, che ha permesso l’esclusione delle zone ritoccate con la visione in fluorescenza U.V. e in Riflettografia, mentre nell’interpretazione degli elementi e dell’appartenenza agli strati si è fatto ricorso all’Infrarosso in B/N e in Falso Colore. Di complessa interpretazione sono risultate le misurazioni 10,11,12,13 e 14, relative al panneggio scuro di Venere, in quanto non è stato possibile per i limiti delle strumentazioni comprendere in maniera efficace la successione degli strati pittorici e la loro composizione. Nonostante tutto, si suppone che lo smaltino di cui era composto tanto il cielo -in unione col bianco di Piombo- quanto il panneggio- forse in unione con il nero a base di Carbonio (non identificabile con certezza da analisi non invasive)- si sia alterato per interazione dell’olio di lino, e abbia così perso il suo colore originale. Da ciò si è avuta la necessità in epoca successiva di ridipingere tali zone (il cielo e il panneggio) con pigmenti più facilmente reperibili e di migliore stabilità.