FRANCIS BACON

Ven, 28/04/2017

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“I believe in deeply ordered chaos.
Credo profondamente in un caos ordinato.”

(Francis Bacon
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Francis Bacon (Dublino, 28 Ottobre 1909 - Madrid, 28 Aprile 1992 ) fu uno degli artisti più controversi del Novecento. Nasce a Dublino da genitori inglesi e la sua è una famiglia benestante, forse discendente da quel Francis Bacon (Londra, 22 gennaio 1561 - 9 Aprile 1626) filosofo vissuto alla corte della Regina Elisabetta I Tudor. A causa della salute piuttosto cagionevole, alla quale si aggiungono i numerosi spostamenti della famiglia tra Londra e Dublino durante la Prima Guerra Mondiale, il giovane Francis riceve un’educazione essenzialmente privata. Quando viene mandato a studiare in collegio diviene consapevole della propria omosessualità, motivo di forti contrasti con il padre, che per questo, lo cacciò di casa.
Tra il 1926 e il 1927 vive a Londra e Parigi, grazie all’aiuto di parenti della madre e di qualche amante benestante; a Parigi vede una mostra di Pablo Picasso alla Galleria Paul Rosenberg che lo ispira fortemente a iniziare a dipingere. Inoltre verrà ispirato dalla proiezione “La corazzata Potemkin” di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, che vide al cinema nel 1925, la cui scena della donna che urla sulla scalinata sarà per lui fondamentale. Nel 1929 si trasferisce definitivamente a Londra dove, oltre a dipingere, lavora come designer e decoratore d’interni. Della sua produzione artistica anteriore agli anni ’40 si sa poco; Bacon distruggerà la maggior parte delle opere di questo periodo perché deluso dalle critiche poco positive dispensate nei confronti dei suoi lavori. L’Artista nel 1936 avrebbe voluto partecipare all’ Esposizione Internazionale Surrealista, a Londra, ma le sue opere vengono rifiutate. Da questo momento egli praticamente smetterà di dipingere. Nel 1944 però realizza uno dei suoi trittici più famosi “Three studies for figures at the base of Crucifixion” (Colore ad olio e pastello, cm. 74 x 94, 1944), che l’anno successivo verrà esposto alla Lefreve Gallery di Londra, non senza clamore: da qui comincerà la consacrazione artistica di Bacon, anche grazie alla provvidenziale conoscenza con la gallerista Erica Brausen. In questi anni Bacon vive a Montecarlo e nel 1949 proprio la Brausen gli organizza la sua prima mostra personale presso la Hanover Gallery, dove esporrà una serie di “Teste” che saranno un importante antefatto di un tema centrale nella futura produzione di Bacon: i Papi, tra cui il celebre “Ritratto di Papa Innocenzo X” (Olio su Tela, cm. 153 x 118,1953, Des Moines Art Centre), tratto dal dipinto di Diego Velazquez (Siviglia, 6 Giugno 1599 – Madrid, 6 Agosto 1660). Gli apprezzamenti furono molteplici ma ugualmente lo furono le critiche. Francis nel 1954 rappresenterà l’Inghilterra alla Biennale di Venezia e visiterà Roma, rifiutandosi però di vedere di persona proprio l’ opera che più lo avrebbe ossessionato negli anni: il “Ritratto di Papa Innocenzo X” (Olio su Tela,cm. 140 x 120, 1650, Galleria Doria-Pamphili) di Diego Velazquez. Nel 1963 e nel 1971 Bacon è protagonista di due importanti retrospettive, ospitate rispettivamente alla Tate Gallery di Londra e al Grand Palais di Parigi: è ormai un artista di fama internazionale. Il 1971 fu un anno di gravi lutti: la morte della madre, ma soprattutto quella del suo “modello” più amato George Dyer saranno, per Bacon, motivi di grande disperazione. Negli anni ’70 e ’80, Bacon è uno degli artisti cardine del Novecento: lo dimostrano il successo senza precedenti che le sue opere riscontrano non solo negli USA ma anche, per esempio, in Giappone e nel resto del mondo. Egli fu tutt’altro che un artista convenzionale, forse in parte vicino allo stereotipo dell’ “artista maledetto”, anche se nei suoi volti deformati, nei suoi corpi avvinghiati e attorcigliati, nei suoi colori cupi, violenti, stridenti, si nasconde una profondità così intima, uno sguardo “dentro” l’uomo che scuote le viscere con un’intensità che mai nessun artista ebbe prima di lui. Nel 1990, già piuttosto anziano, si reca a Madrid per visitare la mostra di Velazquez al Museo Del Prado. Due anni dopo, sempre a Madrid, all’età di 83 anni, morirà a causa di un infarto.
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Serena Goi