HANS MEMLING

Ven, 11/08/2017

Nel XV secolo i centri di maggiore propulsione artistica, Bruges, Anversa e Gand, furono un punto di riferimento culturale per tutta l’Europa, che fu così caratterizzata dall’influenza del Rinascimento Fiammingo. Grande artista della seconda metà di questo secolo, fu Hans Memling (Seligenstadt 1435-1440 – Bruges, 11 agosto 1444), formatosi molto probabilmente nella bottega di Roger Van der Weyden (Tournai, 1399 circa – Bruxelles, 18 giugno 1464), e che divenne ben presto il pittore più celebre di Bruges. Poche e frammentate notizie sulla sua formazione giovanile, ricostruita attraverso una serie di articolate supposizioni: la profonda conoscenza del trittico sul “Giudizio universale” (Olio su tavola, cm 124 x 172 –1435, Wallraf-Richartz-Museum, Colonia) del pittore tedesco Stephan Lochner (Meersburg-Lago di Costanza 1400-1410 – Colonia 1441) condurrebbe Hans a Colonia, inoltre i motivi stilistici delle sue opere giovanili analoghi alla pittura di Van der Weyden lo porterebbero a Bruxelles prima degli anni sessanta del Quattrocento. Si trasferì a Bruges dopo la morte del suo Maestro e qui l’artista fondò la propria bottega. Mentre la stella di Petrus Christus (Baarle-Hertog 1410 circa – Bruges 1475 circa) era ormai in declino, Memling iniziò ben presto a ricevere importanti incarichi da committenti di prestigio, come Jan Crabbe (1457-1488), l’eminente abate dell’abbazia di Ter Duinen di Koksijde. In breve tempo la sua divenne una delle botteghe più prolifiche di Bruges, come testimoniato dal numero straordinariamente elevato di opere giunte fino ai nostri giorni. Il successo di Memling era in gran parte dovuto alla sua popolarità presso la comunità dei mercanti stranieri e l’aristocrazia locale. Famoso all’estero quanto nelle Fiandre, egli ricevette commissioni da tutta Europa, di cui un quarto proveniente da clienti italiani. Questi ultimi, infatti, stabilitosi nella città nordica assicuravano all’artista fiammingo una redditizia committenza. Probabilmente fu nel 1468, durante il matrimonio fra Carlo il Temerario e Margherita di York, figlia di Edoardo IV di Inghilterra, che Hans conobbe Sir John Donne di Kidwelly del Galles, il quale gli affidò l’incarico di un trittico che porta tutt’oggi il suo nome. Nel “Trittico Donne” (Olio su Tavola, cm. 71 x 131,30 – 1470 circa, National Gallery, Londra) i tre pannelli hanno una medesima e straordinaria ambientazione, che continua da uno scomparto all’altro.  Al centro la Madonna con il bambino in trono, due angeli, le Sante Caterina e Barbara e i donatori Sir John Donne, la moglie Elisabetta e la figlia Anna, invece nel pannello sinistro è rappresentato San Giovanni Battista con un personaggio che si affaccia sullo sfondo, probabile autoritratto dell’artista, e su quello destro San Giovanni Evangelista.
.
L’estrema cura per gli effetti luminosi, la ricchezza cromatica e l’umanità riprodotta con estrema minuzia sia nelle azioni, che nei dettagli delle vesti sono caratteristiche peculiari non solo del “Trittico Donne”, ma anche della “Passione di Torino” (Olio su Tavola, cm. 56,7 x 92,2, 1470-1471, Galleria Sabauda, Torino). Un’altra opera di grande impegno è il “Trittico di Danzica” (Olio su Tavola, cm. 223,5 x 306, 1467-1473, Muzeum Narodowe, Danzica) raffigurante il Giudizio Universale. I nomi dei committenti furono identificati dagli stemmi di famiglia dipinti nei due pannelli e appartengono al Direttore del Banco Medici a Bruges, Angelo Tani e a sua moglie. Sicuramente Memling in questo Trittico s’ispirò al celebre “Polittico del Giudizio Universale” (Olio su Tavola, cm. 215 x 560, 1443-51, Hôtel-Dieu, Beaune) di Van der Weyden. Il maestro fiammingo, però, si distinse per aver dato particolare predilezione a un numero elevato di figure maschili e femminili completamente nude, a differenza di Rogier che si accostò a questo problema con grande cautela. In contrasto con le pale d’altare di grandi dimensioni, Memling realizzò anche numerose tavolette più piccole e intime, destinate a esaltare l’esperienza religiosa del proprietario in un contesto privato. Molto in voga all’epoca, il loro formato permetteva all’artista di sfoggiare la propria attività nel descrivere i dettagli più minuti e apparentemente irrilevanti. Tra questi è da ricordare il “Ritratto del canonico Gilles Joye” (Olio su Tavola, cm. 30,5 x 22,5 –1472, Sterling and Clarck Art Institute Williamstown, USA) riportante sul retro il nome del personaggio ritratto, il quale fu canonico della chiesa di San Donaziano di Bruges. Nell’ultima fase artistica del maestro è da annoverare, tra i suoi tanti capolavori, il “Reliquiario di Sant’Orsola” (Cassa in legno dorato e intagliato con inserti pittorici su tavola, cm. 87 x 33 x 91 – 1489, Han Memlingmuseum, Bruges). Come il “Trittico di San Giovanni” (Olio su Tavola, cm. 176 x 332 – 1474-79, Han Memlingmuseum, Bruges) e il “Trittico di Jan Floreins” (Olio su Tavola, cm. 142,3 x 107,4 – 1479, Han Memlingmuseum, Bruges) furono commissionati dall’Ospedale di San Giovanni, oggi sede del museo dedicato all’artista, lo stesso accadde per il “Reliquiario”. Si trattava di una cassa con le reliquie della Santa, che era mostrata solo il giorno della festa di Sant’Orsola, il 21 ottobre. Nel pieno dell’indebolimento delle Fiandre, rispetto alla precedente sfolgorante stagione artistica, Memling si assestò su uno stile fatto di figure rassicuranti, estranee agli accenti drammatici e disposte in ambienti sempre simmetrici e ordinati. Dagli anni Ottanta all’anno della sua morte 1494, rielaborò gli elementi della tradizione locale con un linguaggio armonico e misurato.
.
Raffaella Campobasso