HENRI MATISSE

Sab, 31/12/2016

Il movimento dei FAUVES, le “belve” dell’arte contemporanea, prese vita attorno al 1905 grazie soprattutto all’opera di artisti come Henri Émile Benoît Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 31 Dicembre 1869 - Nizza, 3 Novembre 1954), uno dei suoi rappresentanti più importanti. Nato nella Francia del Nord, primogenito di una famiglia di commercianti, si dedicò agli studi di legge a Parigi, al termine dei quali si rese conto, con grande disapprovazione del padre, che la sua vera vocazione era la pittura. Così nel 1891 diventò allievo di William - Adolphe Bouguereau (La Rochelle, 30 Novembre 1825 - 19 Agosto 1905) e di Gustave Moreau (Parigi, 6 Aprile 1826 - 18 Aprile 1898). Matisse fu un artista a dir poco eclettico e sensibile a molte influenze: dalla tradizione fiamminga del paesaggio al post-impressionismo, all’arte giapponese, al pointillisme, fino all’impressionismo inglese di William Turner (Londra, 23 Aprile 1775 – Chelsea, 19 Dicembre 1851).
Nel 1905 Matisse si trasferì nella Francia del Sud, dove cominciò a schiarire la propria tavolozza usando colori sempre più vivi e brillanti (spesso utilizzati puri, dal tubetto) nonché ad “appiattire” le forme abolendo la tridimensionalità. In questo stesso anno molti artisti del movimento FAUVES, Matisse compreso, esposero le proprie opere al Salon d’Automne, incontrando critiche e creando molto scandalo. I dipinti più celebri dell’Artista li realizzò "paradossalmente" dal 1906 in poi, quando la parentesi fauvista si era ormai conclusa. Dal 1906 al 1917 egli fu molto vicino al gruppo di artisti che lavoravano a Montparnasse, pur non condividendone in pieno gli atteggiamenti borghesi, ma mantenendo un ideale d’ Arte fortemente “rivoluzionario”. Conobbe diverse personalità determinanti per la sua fortuna: su tutti Sergei Shchukin, un importante collezionista russo, e Gertrude Stein. Nel 1917 si trasferì a Nizza. Nei dipinti realizzati in questo periodo si nota un approccio più disteso, una sorta di ritorno all’ordine, a composizioni più tradizionali, tipiche di molta arte realizzata dopo il primo conflitto mondiale. Matisse fu una figura fondamentale del panorama artistico della prima metà del Novecento: con la sua arte di puro colore espressivo e dissonante egli trasfigurava la realtà, usando linee sinuose ed “emozionali”.
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La predilezione per il decorativismo unita in parte ad un senso di horror vacui, nonché la forte influenza che sul suo lavoro hanno avuto da un lato l’arte giapponese e dall’altro quella islamica, dell’Africa settentrionale, fanno di lui un artista vicino non solo all’occidente europeo ma di spirito davvero internazionale e cosmopolita. Dopo molti viaggi in Europa, ma anche ad Haiti e negli USA, nel 1939 si trasferì a Vence dove, ormai debilitato da un importante intervento, fu costretto all’uso della sedia a rotelle, si dedicò prevalentemente ai collages, alla grafica e ai cosiddetti “ritagli” o cut-outs. Matisse morì a 84 anni per un attacco cardiaco.
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Serena Goi