Pablo Picasso

Mar, 25/10/2016

Pablo Diego Josè Francisco de Paula Juan Nepomuceno Crispin Crispiano de la Santissima Trinidad Ruiz y Picasso è il complicato nome di colui che è passato alla storia semplicemente come Pablo Picasso, scegliendo di assumere il cognome materno com’è previsto dalla legge spagnola.
Picasso nasce a Malaga, nella regione dell’Andalusia, il 25 ottobre 1881 ed è precocemente avviato all’arte dal padre, insegnante nella locale scuola. Nel 1891 frequenta la scuola d’arte e mestieri in Galizia e già nel 1895 è ammesso all’accademia delle belle arti di Barcellona. Nel 1901 si trasferisce a Parigi, dove frequenta artisti e letterati come Amedeo Modigliani e Andrè Salmon. A Parigi inizia il “Periodo blu” dell’artista, il quale durerà fino al 1904. Il tipo di pittura di Picasso, in questo periodo, è basato sui colori freddi, come se gli occhi dell’artista fossero velati da un azzurro cristallino e il suo cuore da una perenne malinconia. Dal 1905 nella tavolozza di Picasso subentra il rosa e i soggetti della sua pittura diventano saltimbanchi e circensi. Il primo tragico conflitto mondiale investe in pieno anche il Cubismo, corrente artistica fondata da Picasso, dividendo tutti gli artisti che ne avevano preso parte sino all’allora. Nel dopoguerra s’interessa al cubismo sintetico. Durante la seconda guerra mondiale si schierò apertamente contro Hitler e il fascismo e sue numerose opere furono bruciate in piazza come simbolo di arte degenerata.
Pablo Picasso muore a Mougins, in una delle sue numerose tenute in cui era solito soggiornare; era l’8 aprile 1973 e la notizia fa il giro del mondo in un baleno: con lui moriva il più grande artista del Novecento.
Il genio artistico di Picasso si rivelò sin dalla giovane età, quando espone un suo primo dipinto a una mostra di Barcellona, ottenendo un meraviglioso consenso dalla critica tanto che in una sua celebre affermazione, disse che all’età di tredici anni dipingeva come Raffaello, ma ci mise una vita per tornare a dipingere come un bambino.
Nel 1911 il pittore fu persino indagato di aver rubato la Gioconda dal Musée du Louvre, ma le indagini dichiarano che era del tutto estraneo ai fatti; questo fa riflettere su quanto Picasso già all’epoca fosse un personaggio di spicco e quanto l’attenzione popolare fosse diretta nei suoi confronti.
La personalità di Picasso è sempre stata del tutto eccentrica e le sue paure del tutto infondate: si vociferava che il pittore fosse “peniafobico”, in altre parole, aveva paura di diventare povero; questa sua preoccupazione era del tutto infondata dato che disponeva di numerose tenute in tutta Europa e i suoi quadri avevano un valore immenso già quando era in vita ed è stato inserito nel Guinness dei Primati come il pittore più prolifico di tutti tempi.
E’ particolarmente interessante la sua posizione contro il nazismo e il fascismo, più volte esplicitata nelle sue opere come “Guernica”; 
fu proprio guardando “Guernica” che dei soldati tedeschi chiesero al pittore se lui avesse disegnato quell’orrore e Picasso, tranquillamente, rispose che non l’aveva disegnato lui, ma proprio loro, i soldati nazisti tedeschi.
Picasso non lasciò alcun testamento alla sua morte e molte delle sue opere e quelle di artisti come Hanri Matisse, passarono direttamente allo stato francese e molti di questi lavori fanno parte, oggi, del museo dedicato a Picasso nella capitale francese. I parenti di Picasso nel 2003 hanno inaugurato un polo museale dedicato alle opere che Picasso eseguì nella sua città natale, nonostante il pittore avesse più volte affermato che la città a cui era più legato era Barcellona, tanto da sentirsi catalano nel profondo del cuore.  
Le quotazioni delle opere del pittore spagnolo, negli ultimi anni, hanno raggiunto prezzi record nelle sale di case d'aste internazionali, superando in alcuni casi i 100.000.000 di euro.
.
Federica Gennari