DRIVE-IN DAL 1933

Ricorre ogni anno fino a Gio Dic 31 2020 .
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Sab, 06/06/2020

Il 6 giugno del 1933 viene proiettato il primo film in un drive-in. L'evento ebbe luogo a Camden, una città degli Stati Uniti d'America, capoluogo della contea omonima nello stato del New Jersey. Con un costo del biglietto di 25 centesimi per auto e 25 centesimi a persona con un costo massimo di un dollaro.
La novità del drive-in ha scatenato una nuova mania e
 divenne uno dei simboli degli Stati Uniti degli anni '50 e '60; vi sono riferimenti ai drive-in in film come Grease, American Graffiti e in telefilm facenti riferimento a quell'epoca come ad esempio Happy Days, in cui l'Arnold's Drive-In è una delle principali location.
L'idea nacque da Richard Milton Hollingshead, Jr. (25 febbraio 1900 - 13 maggio 1975), il quale lavorava come responsabile vendite di auto nell' azienda del padre, "Whiz Auto Products". Sentendosi non a proprio agio seduto in una normale sala cinematografica, ebbe l'idea di guardare il film sul sedile della macchina. Iniziò subito a sperimentare nel viale di casa, utilizzando un proiettore Kodak e due fogli grandi stesi fra due alberi, come uno schermo. Subito partì l'idea di commercializzazione e, il 6 agosto 1932 fece domanda per il brevetto, concessogli il 16 maggio 1933.
Subito dopo la concessione, con i tre investitori, suo cugino John Smith, Edward Ellies, e Oliver Willets, ha costituito la società Parco-It Teatri, Inc. Inaugurarono, in un'area di 400 acri (1,6 km 2), "Automobile Movie Theatre" in "Admiral Wilson Boulevard" a Camden. Era il 6 giugno 1933.

Oltre alle proiezioni di film, nacquero anche ristorante drive-in, come il Kirby's Pig Stand, di Dallas, molto popolare tra i giovanissimi. 
Il primo drive-in italiano fu inaugurato il 30 agosto 1957 a Casal Palocco, sul litorale romano, con uno schermo cinematografico di 38 metri per 16, in un'area complessiva di 60 mila metri quadrati per una capienza di 750 automobili. La versione moderna di drive- in offriva un altoparlante da agganciare alla portiera di ciascuna macchina. 

Alessia Marcon