GOFFREDO MAMELI, POETA PATRIOTTICO

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Goffredo Mameli nasce a Genova il 5 Settembre 1827, discendente di due famiglie aristocratiche, i “Mameli dei Mannelli” e gli “Zoagli”: suo padre, invece, aveva comandato una squadra della flotta del Regno di Sardegna.
Dopo aver compiuto i primi insegnamenti aiutato dalla madre, Goffredo prosegue sotto la guida di Giuseppe Canale, carbonaro e forte simpatizzante mazziniano: sarà proprio lui ad influenzare Mameli sul piano patriottico e politico.
A 13 anni studia retorica grazie a Padre Agostino Muraglia, portavoce dell’organizzazione religiosa degli “scolopi”, di stampo controcorrente e liberale; frequenta in seguito la facoltà di Filosofia all’Università di Genova dove, a causa del comportamento esuberante, subisce diversi richiami ufficiali.
Nel 1846 si trasferisce così al corso di Lettere, non riuscendo comunque ad applicarsi con costanza: l’anno dopo entra dunque a far parte della “Società Entelema”, all’interno della quale sono riuniti esponenti democratici genovesi; avvicinatosi alle idee di Mazzini, inizia a rapportarsi con alcuni collaboratori de “L’esule”.
Si aggiunge poi al “Comitato dell’Ordine”, formato dai membri della nobiltà progressista, che ha il compito di favorire l’approvazione di riforme liberali nel Regno di Sardegna; in questo clima giunge a Genova Re Carlo Alberto, accolto dalle manifestazioni organizzate dallo stesso Comitato: per le strade, già inizia a propagarsi il canto di “Fratelli d’Italia”, scritto da Mameli su musica di Michele Novaro.
La celebre composizione, nel 1946, sarà adottata un secolo dopo come inno nazionale provvisorio della Repubblica Italiana.
Esposto il tricolore per festeggiare la cacciata degli Austriaci nel 1847, gesto memorabile perché proibito dal governo, organizza l’anno seguente una spedizione di 300 volontari per aiutare Ninio Bixio durante l’insurrezione di Milano: per l’occasione Mameli ha il grado di capitano; il 18 Aprile, nel capoluogo lombardo, incontra l’idolo Mazzini, col quale stringe una forte amicizia, ma la rivolta è spenta nel sangue.
In Settembre è l’iniziatore di un grande raduno per la raccolta fondi in favore di Venezia: recita anche la poesia “Milano e Venezia”, contro Carlo Alberto reo di aver tradito la causa italiana.
Collabora attivamente con Garibaldi, giunto nel frattempo a Genova, promuovendo –alla direzione del giornale “Diario del Popolo”- la ripresa della guerra all’Austria.
Nel Gennaio 1849, dopo la fuga di Papa Pio IX, si crea a Roma una Giunta provvisoria di Governo: Mameli ha il compito dell’organizzazione militare; il giorno 9 arriva la notizia della proclamazione ufficiale della Repubblica Romana, che Mameli difende assiduamente dagli assalti dei francesi, partecipando agli scontri principali malgrado le precarie condizioni di salute.
In uno dei combattimenti fuori Porta di San Pancrazio, Mameli è colpito involontariamente da uno dei suoi compagni; la ferita, inizialmente leggera, si aggrava velocemente per colpa di una successiva infezione.
Mameli muore così il 6 luglio 1849, alle 7.30 del mattino, a soli 21 anni, recitando versi inediti in un crescente delirio.

Gabriele Fagioli