JOSEPH CONRAD, CUORE DI TENEBRA (E DI MARE)

Sab, 03/12/2016

Joseph Conrad, nome d’arte di Teodor Jòzef Konrad Korzeniowski, nacque il 3 Dicembre 1857 a Berdicev (Ucraina), figlio di ricchi proprietari terrieri nella Polonia oppressa dal dominio russo.
Il padre, un rivoluzionario che combatté per l’indipendenza della propria patria, morì nel 1867; orfano anche della madre, deceduta due anni prima, Conrad venne affidato alla tutela di uno zio, compiendo successivamente gli studi secondari a Cracovia.
Dopo una giovinezza travagliata, durante la quale tentò numerose volte il suicidio, partì per Marsiglia imbarcandosi come semplice marinaio; prestò servizio nella marina mercantile francese, trovando la felicità nel 1978, passando in quella britannica: divenne capitano di lungo corso, viaggiando in quasi tutti i mari ed esplorando specialmente l’arcipelago malese.
Investito della cittadinanza inglese nel 1886, spinto dal successo del primo romanzo La follia di Almayer e dagli incoraggiamenti di diversi amici scrittori, cominciò a dedicarsi stabilmente alla letteratura.
Proprio dai suoi itinerari trarrà l’ispirazione per i libri che in seguito lo renderanno famoso; Conrad infatti adorava narrare di eroi e paesaggi oscuri, sfruttando volentieri il mare come elemento centrale di un destino cieco, in cui l’uomo si ritrova isolato dai biechi colpi del destino.
In questo senso, Cuore di tenebra rappresenta l’apice di tale produzione: il Male, incarnatosi nella figura di Kurtz, viene reso grottesco dalla figura di un personaggio folle capace di farsi adorare come una sorta di divinità; non a caso, nel 1979, Francis Ford Coppola si è servito del racconto come base per il film Apocalypse now.
Nella produzione dell’autore, però, c’è spazio anche per la politica: L’agente segreto e Con gli occhi dell’occidente contengono riferimenti di denuncia verso il regime zarista, rivelando altresì la contrarietà di Conrad nei confronti delle alternative rivoluzionarie.
Vicino alle idee di Edmund Burke, non vedeva all’interno della società una divisione in classi, ma piuttosto una singola lotta tra onesti e criminali; il che non gli impediva di avere simpatie per alcuni sovversivi, giudicandoli principalmente come patriottici.
A differenza di Burke, Conrad non era religioso; la sua morale coincideva con una risposta polemica al russo Dostoevskij: siccome Dio non esiste, dobbiamo difenderci da soli contro noi stessi.
Caso praticamente unico nella storia, Conrad riuscì ad imporsi in una lingua non nativa: imparò l’inglese soltanto in età adulta, a circa vent’anni, lavorando sulle imbarcazioni; l’uso accorto del “punto di vista” e la ricerca di una forma letteraria perfetta, tecniche che anticiparono Virginia Woolf e James Joyce, gli hanno regalato un posto prestigioso nella bibliografia mondiale.
Morì a Bishopsbourne il 3 Agosto 1924, in seguito ad un attacco cardiaco.
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Gabrile Fagioli.