La Befana vien di notte...Una festività tra religione e laicità

Ricorre ogni anno fino a Gio Dic 31 2020 .
Ven, 06/01/2017
Sab, 06/01/2018
Dom, 06/01/2019
Lun, 06/01/2020

Non rappresenta certamente lo stereotipo della donna avvenente, la cara Befana. Un'impietosa filastrocca la descrive “con le scarpe tutte rotte” e l'immaginario collettivo l'ha ormai immortalata come un'anziana malvestita che svolazza nella notte a cavallo di una scopa. Sospesa tra figura magica di strega e di portatrice di doni, tra immagine misteriosa e benevola, la tradizione della Befana è tutta italiana e rappresenta un'occasione ghiotta per tutti i bambini che, prima di infilarsi sotto le coperte, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, lasciano una calza appesa, affinché venga riempita di dolci e doni. Nonostante questa tradizione alquanto laica, la festività dell'Epifania deriva da un episodio d'ambito religioso: il termine deriva, infatti, dal greco e significa “manifestazione della divinità”, alludendo alla nascita di Gesù Cristo e alla visita dei Magi, sacerdoti persiani. Questi personaggi, regali figure giunte dall'Oriente, arrivarono a Betlemme guidati da una stella cometa, per portare doni al bambinello (oro, incenso e mirra). Sembra che non possa esserci punto d'incontro tra l'origine religiosa della festività e la figura paganeggiante dell'anziana Befana, ma una progressiva contaminazione di antiche tradizioni ed elementi biblici, ha innestato su rituali laici l'uso dello scambio di doni, che vuole rievocare l'adorazione dei magi cristiani. Una leggenda di non chiare origini cementa le due tradizioni raccontando un episodio sconosciuto al resoconto biblico, secondo il quale i Magi, alla ricerca del bambino, avrebbero chiesto indicazioni ad un'anziana che, esortata ad accompagnarli ad adorare il nuovo nato, avrebbe rifiutato per poi successivamente pentirsi. La donna avrebbe così preparato un cesto colmo di dolci e doni e, mettendosi alla ricerca del bambinello, si sarebbe fermata in ogni casa lasciando donativi a tutti i bambini, nella speranza di trovare Gesù per farsi perdonare. La figura della Befana si è però caricata, nel tempo, di caratteri estranei alla derivazione religiosa, assumendo i tratti della strega: questo è motivabile, probabilmente, dall'influenza di altre tradizioni popolari, alcune delle quali derivate dall'epoca romana. L'immagine della befana-strega si ricollega, infatti, a misteriose figure femminili notturne che si credeva volassero nelle campagne propiziando i raccolti, quali personificazioni di Madre Natura: la Chiesa bocciò tali credenze, facendogli assumere tonalità prettamente negative, se non sataniche. La Befana coincide inoltre, in certe tradizioni, con la rappresentazione femminile dell'anno vecchio, pronta a sacrificarsi per far rinascere un nuovo periodo di prosperità. Tra espiazione religiosa, generosità e caratteri misteriosi, la Befana si è affermata nei secoli divenendo una tradizione radicata, festeggiata secondo diverse forme. In molte zone d'Italia l'avvento della Befana è festeggiato con fuochi rituali e pire dove un fantoccio riproducente l'anziana viene incendiato a scopo benaugurante. La Befana assume così una funzione espiatoria e sacrificale, caricandosi delle paure e delle aspettative per il nuovo anno e bruciando tutti i ricordi meno positivi di quello appena concluso. Nonostante la declinazione della festività a tradizioni laiche, l'Epifania è celebrata in altri paesi con tradizioni maggiormente aderenti alla funzione religiosa: nel mondo ortodosso, il 6 gennaio si ricorda la Teofania e il battesimo di Gesù nel fiume Giordano, mentre in altri paesi lo scambio di doni è attribuito ai Re Magi, come dal racconto biblico. In parte dell'Europa si celebra la festività con la preparazione di un dolce, nel quale viene celata la figura di un Mago: colui che troverà la sorpresa, sarà costretto, per tutta la giornata, a particolari doveri e privilegi. In Italia, la Befana porta ai bambini dolci, caramelle ...e carbone, per i meno meritevoli. Buona o cattiva, nonna o strega, la Befana resta un'occasione per vivere un momento conviviale, per la felicità di grandi e piccini.

Federica Gennari