PORNOGRAFIA, DI DR.SSA CLAUDIA CARDINALI

Dom, 12/02/2017

“Scrivere o disegnare sulle prostitute”, questa la traduzione letterale della parola greca “pornografia”.
L'associazione iniziale con la prostituzione fa già intuire la distinzione con l'erotismo. Entrambi (l'eros e il porno) vengano utilizzati per l'eccitazione sessuale,entrando a comporre le fantasie di uomini e donne.
Ma la pornografia è più semplice, più “asciutta” e più diretta dell'erotismo. In essa manca una storia, una trama; la vista è il senso privilegiato quanto necessario; è più destinata agli uomini quindi la donna deve essere visibile nel volto e a figura intera, mentre del maschio per lo più sono evidenti i genitali.
La donna deve procurare piacere all'uomo mettendosene al servizio, facendosi suo oggetto sessuale. Tutto ciò deve esaltare la virilità del maschio che è in grado di far fare a lei tutto quello che lui vuole e di farla godere “al massimo”.
Gli aspetti del possesso e del potere, del piacere “massimo” procurato dalle dimensioni del pene suggeriscono l'associazione dolore-piacere, come a dire “un piacere tale da fare male”.
L'esasperazione alimenta il senso di potere, di forza del fruitore del porno, che come sappiamo si identifica nella figura maschile della scena.
Se la coppia ricorre anche alla pornografia nella propria vita sessuale non c'è nulla di ché, può essere uno fra gli strumenti con cui fruiscono nella loro sessualità condivisa.
Anche la donna, così, che sceglie di farsi oggetto sessuale per l'uomo diventa automaticamente soggetto e l'elemento aggressivo è vivibile da entrambi e nutre in maniera sana il desiderio e piacere di ognuno.
Quando, invece, accade che sia l'unico “eccitante” allora il rischio di un inaridimento c'è e quindi è frequente la ricerca di altri tipi di eccitazione e piacere “più estremi”:svariate forme di perversione (bondage, sado-maso, ecc), sesso di gruppo,scambismo.
Lungo questo continuum possiamo anche dire che quasi tutti i serial killer a sfondo sessuale hanno una certa predilezione e collezione di filmati pornografici e/o pedo- pornografici in casa.
C'è da tener presente che, se la fantasia è utile e un fedele servitore, la realtà è decisamente da preferire. Ciò significa che il ricorso troppo facile e indiscriminato ai video pornografici alimenta percorsi nella mente dell'individuo/i dove regole, significati, scenari ecc. vengono costruiti in solitudine, prodotto di un unico punto di vista che ha bisogno (o così crede) di trovare una soddisfazione immediata e “a portata di mano”.
Spesso, nel mio lavoro, mi capitano uomini che motivano il ricorso al porno, “dopo aver provato rabbia, espressa o meno, in una situazione reale e che vi trovano un senso di forza nella convinzione-idea (illusione!?!) di poter avere tutte le donne che desiderano ai loro piedi, come e quando vogliono”. Si prospetta dunque la possibilità di trasferire una illusoria assertività e immagine di sé nella fantasia pornografica, che andrebbe a sostituire quella nella realtà vissuta ritirandosi dall'intervenire “dentro” le stesse.
La masturbazione che per lo più è associata all'uso della pornografia del singolo soggetto scatena livelli di eccitazione (dopaminergica) che richiedono di essere soddisfatti e mantenuti, creando così un circolo vizioso. Ecco perché la masturbazione finisce per diventare compulsiva.
Quello che nell'erotismo ha una certa lettura (più vicina alla sessualità), nella pornografia ne ha un'altra. Per esempio l'eiaculazione del maschio è simbolo della sua “potenza” con il/la quale sporca (il corpo) della donna; con il suo “grosso” pene ne penetra tutte le aperture fisiche a sancire il controllo e il possesso attraverso la “forza del piacere”. Tutto lo scenario ingenera un'ansia prestazionale per cui l'uomo “normale” è portato a sentirsi inadeguato: monta rabbia, frustrazione e si distanzia sempre di più dal contatto con l'altra. In chi ha un “Io sano” ciò crea nevrosi sane quindi curabili; viceversa può sfociare appunto in acting all'esterno o in ritiri al limite della psicosi.
Meglio dunque la condivisione di materiale pornografico con la partner con cui si ha una relazione emotivamente stabile come forma di piacere, e come scoperta di parti di sé, che può aumentare il feeling sessuale e l'intimità all'interno della coppia.
Certo che, per riuscire a fare questo, ci vuole un po' di coraggio, l'abbattimento di eventuali difese o sovrastrutture e capacità comunicative che appartengono alle persone “libere” (la libertà come condizione interna).

Dott.ssa Claudia Cardinali