PRIMO LEVI: SONO DISPOSTO A PERDONARE I MIEI AGUZZINI

Mar, 11/04/2017

"Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un sì o per un no... " (Primo Levi).
Primo Michele Levi (Torino, 31 luglio 1919 - Torino, 11 aprile 1987) è stato uno scrittore, partigiano, chimico e poeta italiano, autore di memorie, poesie e romanzi.
Scrittore ebreo e testimone delle deportazioni naziste, nonchè sopravvissuto ai lager di Hitler, ha descritto in alcuni suoi libri le pratiche e le tradizioni tipiche del suo popolo e ha rievocato alcuni episodi che vedono al centro la sua famiglia.
- Nel 1921, nasce la sorella Anna Maria, cui resterà legatissimo per tutta la vita. Cagionevole di salute, fragile e sensibile, la sua infanzia è contrassegnata da una certa solitudine a cui mancano i tipici giochi condotti dai coetanei.
- Nel 1934, Primo Levi si iscrive al Ginnasio, Liceo D'Azeglio di Torino, istituto noto per aver ospitato docenti illustri e oppositori del fascismo come Franco Antonicelli, Umberto Cosmo, Zini Zini e tanti altri. Si dimostra un eccellente studente, uno dei migliori, grazie alla sua mente lucida ed estremamente razionale. Ricco di una fervida fantasia e una grande capacità immaginativa, si distingue nelle materie scientifiche e letterarie. La sua passione per la chimica e per la biologia, lo portano a formare il suo futuro professionale. 
- Nel 1941, si laurea in scienze. Il suo attestato riporta la dicitura "Primo Levi, di razza ebraica". Lui commenta:  "le leggi razziali furono provvidenziali per me, ma anche per gli altri: costituirono la dimostrazione per assurdo della stupidità del fascismo. Si era ormai dimenticato il volto criminale del fascismo; rimaneva da vederne quello sciocco".
- Nel 1942, si trasferisce a Milano per lavoro. La guerra si espande in tutta Europa compreso in Italia. 
- Nel 1943, si rifugia sulle montagne sopra Aosta, unendosi ai partigiani. Viene quasi subito catturato dai fascisti. L'anno seguente si ritrova internato nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente deportato ad Auschwitz
Viene liberato il 27 gennaio 1945 in occasione dell'arrivo dei Russi al campo di Buna-Monowitz, anche se il suo rimpatrio avverrà solo nell'ottobre successivo.
- Nel 1947, scrive "Se questo è un uomo". E' la descrizione minuziosa della sua orribile esperienza, ricca di particolari, ma anche con umanità e dignità. Il romanzo-testimonianza è un documento delle violenze naziste, scritto da un uomo di limpida e cristallina personalità.
In un'intervista concessa poco dopo la pubblicazione, spesso integrata al romanzo, Primo Levi dichiara: "sono disposto a perdonare i suoi aguzzini e di non provare rancore nei confronti dei nazisti. Ciò che gli importa, dice, è solo rendere una testimonianza diretta, allo scopo di fornire un contributo personale affinchè si eviti il ripetersi di tali e tanti orrori".
Nel 1963, vince il premio Campiello con il suo secondo libro "La tregua"il seguito "Se questo è un uomo", cronache del ritorno a casa dopo la liberazione. Successivamente vince il premio Bagutta Altre con "Storie naturali", una raccolta di poesie "L'osteria di Brema" e altri libri come "La chiave a stella", "La ricerca delle radici", "Antologia personale" e "Se non ora quando", con il quale vince per la seconda volta il Premio Campiello.
- Nel 1986, scrive la sua ultima opera, un altro testo assai ispirato dall'emblematico titolo "I Sommersi e i Salvati".
Primo Levi muore suicida l'11 aprile 1987, probabilmente lacerato dalle strazianti esperienze vissute e dal quel sottile senso di colpa che talvolta, assurdamente, logora gli ebrei scampati all'Olocausto: quello di sentirsi "colpevoli" di essere sopravvissuti.

David Zahedi