LA FUCILAZIONE DI NICOLA II E FAMIGLIA

Ricorre ogni anno fino a Gio Dic 31 2020 .
Dom, 16/07/2017
Lun, 16/07/2018
Mar, 16/07/2019
Gio, 16/07/2020

Nella notte dell 16 luglio 1918 Jakov Michajlovič Jurovskij sveglia l'ex-zar Nicola II e la sua famiglia, dando l'ordine di preparare i bagagli per una partenza. I Romanov vengono accompagnati nello scantinato della casa e Jurovskij fa scattare a loro una fotografia di notifica.
Dopo la lettura della sentenza, l'ex zar si volta verso la sua gente, poi rivolge al commissario una frase confusa: "Cosa? Cosa?". A quel punto Jurovskij ripete frettolosamente la sentenza e ordina di far fuoco. Il primo a cadere fu proprio Nicola II; poi la moglie Aleksandra Fëdorovna; i membri del seguito, il medico dott. Botkin, l'inserviente Trupp, il cuoco Charitonov; i cinque figli, Ol'ga, Tat'jana, Marija, Anastasija, Aleksej, e la dama di compagnia Anna Demidova. Tre figlie dello Zar non muoiono all'istante ed è necessario che gli uomini le trafiggano con le baionette. 
I corpi vengono portati nel vicino bosco di Koptiakij e, vengono denudati, fatti a pezzi e gettati nel pozzo di una vecchia miniera. Poi vengono sciolti con acido solforico e infine dati alle fiamme.
Il giorno dopo, Jakov Michajlovič Sverdlov interrompe i lavori del comitato centrale di Mosca, e mormora qualcosa a Lenin, il quale dice a voce alta: "Il compagno Sverdlov ha da fare una dichiarazione". E Sverdlov disse: "Devo dire che abbiamo ricevuto notizie da Ekaterinburg. Per decisione del Soviet regionale, è stato fucilato Nicola II in un tentativo di fuga mentre le truppe cecoslovacche si avvicinavano alla città". 
Il comunicato ufficiale alla popolazione, divulgato solo il 20 luglio, diceva: "Ammettiamo pure che in questo caso siano state violate molte regole del processo borghese e non sia stato rispettato il tradizionale cerimoniale che nella storia è sempre stato riservato all'esecuzione delle teste coronate. Ma il potere degli operai e dei contadini ha manifestato un eccezionale spirito democratico. Non è stata fatta eccezione per l'assassino di tutte le Russie, che è stato giustiziato al pari di un qualsiasi brigante. Nicola il sanguinario non c'è più. E a buon diritto operai e contadini possono dire ai loro nemici: Avevate scommesso sulla corona imperiale? Essa è perduta, raccogliete in cambio una testa coronata vuota!".
Solo nel 1990, i corpi vengono ritrovati, e identificati con l'esame del DNA. Mancano però i resti dello zarevič Aleksej e di una delle due più giovani granduchesse, Marija o Anastasija, probabilmente bruciati dopo l'esecuzione, come attestano le note di Jurovskij.
Il 16 luglio 1998 la famiglia imperiale viene seppellita con onori nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietroburgo in seguito a un funerale di Stato presenziato dal presidente Boris El'cin.