LA RAGIONE DI VOLTAIRE

Mar, 30/05/2017

"Se questo è il migliore dei mondi possibili, gli altri come sono?"
(Voltaire, Candido o l'ottimismo, 1759)
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François-Marie Arouet (Parigi, 21 novembre 1694 - Parigi, 30 maggio 1778), conosciuto con lo pseudomino di Voltaire, è stato un filosofo, scrittore, drammaturgo e poeta francese.
Ricevette la prima educazione a carattere nettamente letterario dal proprio padrino, l’ abate di Chateauneuf, poi entrò nel collegio dei gesuiti a dieci anni e qui rimase fino al 1711 per poi essere costretto dal padre a dedicarsi agli studi giuridici per diventare magistrato. Nel frattempo frequentava i brillanti circoli parigini dove non tardò a farsi notare per la sua vivacissima intelligenza e le sue idee innovative che andavano contro gli attuali reggenti del tempo e lo fecero piu’ volte esiliare da Parigi .
Dopo essere rimasto in Inghilterra per tre anni, dove subì profondamente l’ influenza del pensiero inglese di Locke e Newton, ritornò a Parigi profondamente trasformato: divenne grande ammiratore delle istituzioni pubbliche parlamentari e fu preso da un vivo interesse per i problemi filosofici e scientifici nonché religiosi.
Voltaire, in particolare aderì con entusiasmo all’ empirismo lockiano e alla fisica newtoniana: ciò costituì una tappa importante nella storia della cultura francese determinando una rottura con il passato in particolare rifiutando nettamente la filosofia e la scienza cartesiana di cui respingeva l’ innatismo ritenendo ovvio che tutte le più difficili nozioni, anche quelle matematiche, provengono unicamente dai sensi.
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“un’ idea è un’ immagine impressa nel mio cervello.. le idee più astratte derivano dagli oggetti che ho sentito”.
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Secondo Voltaire, il vero iniziatore della scienza moderna sarebbe stato Bacone, il primo scopritore dell’ attrazione gravitazionale, colui che pose fine al periodo in cui le invenzioni erano compiute in virtù del solo caso. A Bacone viene dato questo merito, al Locke e a Newton il merito di aver definitivamente debellato il pericolo di un ritorno alla metafisica.
Ha rappresentato l'Illuminismo, con il suo spirito critico, il rifiuto del fanatismo superstizioso, il desiderio di lucidità e chiarezza con una ferma fiducia nella ragione, è infatti alla ragione che Voltaire vuole appellarsi in ogni problema, poiché essa gli fornisce lo strumento più sicuro per dare all’ uomo un pieno dominio sui propri pensieri e sulle proprie azioni.
A questo riguardo è esemplare il romanzo satirico Candido, 1759, ove Voltaire si fa beffe dell'ottimismo filosofico difeso da Leibniz.
Grazie alle sue idee e alle sue opere viene considerato uno dei principali ispiratori del pensiero razionalista e non religioso moderno, e insieme a quelle degli altri illuministi, hanno ispirato e influenzato molti pensatori, intellettuali e politici della Rivoluzione francese come Robespierre, e di quella Americana come Benjamin Frankline, Thomas Jefferson, oltre che molti altri più moderni come Cesare Beccaria e come Friedrich Nietzsche.
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Eleonora Rossi