MARCHESE DE LA FAYETTE, IL NUOVO COLONNELLO-GENERALE DELLA NUOVA GUARDIA NAZIONALE DI PARIGI

Sab, 15/07/2017

Era il 15 luglio del 1789, quando venne nominato colonnello-generale della nuova Guardia Nazionale di Parigi.
Marie-Joseph Paul Yves Roch Gilbert du Motier, Marchese de La Fayette (Chavaniac, 6 settembre 1757 - Parigi, 20 maggio 1834), generale e politico francese, fu protagonista della rivoluzione americana e quella francese.
 Di origine nobile; fu scelto dalle autorità francesi, nel 1777, a soli 20 anni, per attraversare l'Atlantico e offrire i suoi servizi al Congresso Continentale di Filadelfia.
Fu un amico di George Washington, che divenne il suo modello e combatté insieme a lui nelle battaglie del Brandywine e di Valley Forge.
- Nel 1779, tornò in Francia per accelerare la spedizione di un esercito francese, e tornò per distinguersi ancora in battaglia a Yorktown del 1781.
 Coraggioso in battaglia e incrollabile nelle avversità, La Fayette divenne presto popolare in America e la sua fama contribuì a rendere accettabili gli ideali liberali in Europa.
La Fayette durante la Rivoluzione francese ebbe un ruolo di primo piano, almeno per quanto riguarda la prima fase. Il 15 luglio 1789, il giorno dopo la presa della Bastiglia, fu nominato comandante della Guardia Nazionale di Parigi. Nei tre anni successivi, da liberale ed aristocratico qual era, esercitò la sua influenza nel tentativo di orientare la rivoluzione in senso monarchico-costituzionale, salvando la monarchia. Sembra, fra l'altro, che sia stato proprio lui a chiedere che alle coccarde blu e rosse, i colori antichi di Parigi, venisse aggiunto anche il colore bianco, il colore della casa reale. Nacque così la bandiera francese.
Nel luglio 1791, La Fayette ordinò alla Guardia Nazionale di aprire il fuoco sulla folla che chiedeva l'abolizione della monarchia. Morirono circa 50 persone e l'episodio viene ricordato come il massacro del Campo di Marte, provocando una insanabile frattura fra la componente moderata e quella giacobina della rivoluzione. Dovette ritirarsi a vita privata due mesi dopo.
L'anno dopo, con il sopravvento dei Giacobini, venne considerato un traditore e dovette espatriare in Belgio. Qui, a Rochefort, viene arrestato dalle autorità militari austriache che lo cedettero ai prussiani, i quali lo trasferirono a Magdeburgo, dove patì una prigionia molto dura. Trasferito successivamente a Neisse, fu cosegnato agli austriaci nel maggio del 1795 dopo l'accordo di pace fra Prussia e Francia rivoluzionaria. Fu trasferito nella fortezza di Olmütz in Moravia dove fece altri due anni di dura prigionia. Dopo la sconfitta austriaca nella prima campagna d'Italia da parte di Napoleone Bonaparte e gli accordi di Leoben del 1797, Napoleone pose come condizione alle trattative la liberazione del marchese di La Fayette e di suoi due compagni di prigionia. Cinque mesi dopo La Fayette fu liberato con il divieto di rientrare nel territorio francese.

Tornò alla vita pubblica in Francia, come deputato, nel periodo della Restaurazione.
- Nel 1830, divenne di nuovo il capo della Guardia Nazionale, svolgendo un ruolo attivo nella Monarchia di Luigi Filippo di Francia. Fu destituito nel dicembre dello stesso anno dal nuovo governo Laffitte, ritirandosi quindi a vita privata. 

David Zahedi