ENZO FERRARI E IL MITO DELLA FERRARI

Sab, 18/02/2017


"Era l'inverno 1918-1919, rigidissimo, lo ricordo con grande pena. Mi ritrovai per strada, i vestiti mi si gelavano addosso. Attraversando il Parco del Valentino, dopo aver spazzato la neve con la mano, mi lasciai cadere su una panchina. Ero solo, mio padre e mio fratello non c'erano più. Lo sconforto mi vinse e piansi". 
(Enzo Ferrari, al rifiuto di assunzione in FIAT)
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"Spesso mi chiedono quale sia stata la vittoria più importante di un’autovettura della mia fabbrica e io rispondo sempre così: la vittoria più importante sarà la prossima".
(Enzo Ferrari)

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Enzo Anselmo Ferrari (Modena, 18 febbraio 1898 - Modena, 14 agosto 1988) fu un imprenditore, ingegnere e pilota automobilistico italiano, fondatore della Casa automobilistica Ferrari. La Scuderia Ferrari, conquistò, nell'arco di vita di Enzo Ferrari, 9 campionati del mondo piloti di Formula 1 e 15 totali.
La casa automobilistica Ferrari è senza dubbio uno dei marchi italiani per eccellenza, conosciuta e amata in tutto il mondo. Nasce ufficialmente il 13 settembre 1939 a Modena, con la fondazione, da parte di Enzo Ferrari, della “Auro Avio Costruzioni”.

In un primo momento, la Ferrari è parte della casa Alfa Romeo e a Enzo non è permesso di apporre il suo nome sulle autovetture da lui progettate; solamente dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando Ferrari lascia l’Alfa Romeo, nascono le prime due auto della casa di costruzione Ferrari: “Auto Avio Costruzioni” e “Ferrari 125 S”, guidate e collaudate dal pilota Franco Cortese.

Enzo Ferrari nel 1956 subisce un grave lutto in famiglia; a soli ventiquattro anni muore il figlio Dino, malato di distrofia muscolare; in ricordo del figlio, Enzo farà costruire una delle più famose auto della casa automobilistica: la Ferrari-Dino.                                                   
L’azienda cambia il nome nel 1957 in Ferrari e nel 1965 in Ferrari spa per entrare a far parte del gruppo FIAT nel 1969. Alla morte di Enzo Ferrari, avvenuta nel 1988, le azioni della Ferrari sono diventate al 90% della FIAT e il restante 10% del figlio di Enzo, Piero Landi Ferrari. Nel 2006 il 5% delle azioni è stato acquistato da una società azionaria degli Emirati Arabi Uniti, Mubadala, la quale ha costruito il Ferrari Word ad Abu Dhabi, il più grande circuito dedicato al cavallino rampante del mondo e nel 2012 a Shanghai, è stato inaugurato il primo museo Ferrari extraeuropeo. Questi grandi eventi internazionali possono far intuire quanto il marchio Ferrari sia amato nel mondo e quanto le aziende italiane siano considerate una eccellenza nel mondo.
La passione del modenese Enzo Ferrari per le auto era così travolgente e implacabile che per comprarsi un’auto vendette la sua casa; per di più, la sua vera passione era la corsa e solo dopo la seconda guerra mondiale poté debuttare al Gran Premio d’Italia con le sue autovetture.
Sin dai primi tempi Enzo provava le sue auto sul circuito di Maranello, dove in seguito stabilirà la sua azienda e dove tutt’oggi sono costruite le Ferrari per poi essere provate nel vicino circuito.
Il simbolo del cavallino rampante, universalmente riconosciuto come simbolo della casa automobilistica di Maranello, era l’emblema del Maggiore Francesco Baracca, eroe nazionale durante la prima guerra mondiale. Baracca dipingeva il cavallino rampante sul fianco dei suoi velivoli, ma sul colore originario del cavallino vi sono alcuni dubbi. Probabilmente il colore era rosso, per inversione dei colori dello stemma del secondo reggimento “Piemonte reale cavalleria” e fu dipinto di nero dai compagni di reggimento di Baracca dopo la sua morte, in segno di lutto.
Il 17 giugno 1923, Enzo Ferrari incontrò la vedova di Francesco Baracca, Paolina, la quale gli propose di utilizzare il cavallino sulle sue auto perché gli avrebbe portato fortuna, ma l’Alfa Romeo permise a Ferrari di utilizzare il simbolo solamente nel 1932, gara nella quale la Ferrari vinse.
Da allora il cavallino fu ridisegnato dal famoso incisore Eligio Cerosa e fu modificato nei tratti, portando la coda verso l’alto anziché verso il basso com’era previsto nel modello di Baracca. Per il colore di sfondo fu utilizzato il giallo, il colore della città di Modena. Il cavallino rampante fu utilizzato anche da Fabio Taglioni per la Ducati negli anni cinquanta, ma oggi è un marchio Ferrari registrato.
Per chi si domanda perché la Ferrari ha il tipico colore rosso, la risposta si può trovare nella storia delle corse automobilistiche: le auto da corsa italiane erano di colore rosso sin dagli anni venti per un accordo internazionale che vedeva di colori diversi le auto secondo le nazionalità; oggi si utilizzano varie tonalità di rosso a secondo delle richieste degli sponsor.
Enzo Ferrari aveva una passione così ardente verso le auto e verso le corse tanto che riuscì a influenzare il mondo intero, coinvolgendolo nel suo grande sogno. Al giorno d’oggi non c’è auto più amata della Ferrari per le sue linee disegnate dai più grandi progettisti come Pininfarina e per la sua altissima qualità di materiali e di prestazioni.  

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Francesco Veramini