GIULIETTA SPIDER

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Anni ruggenti, in Italia, quelli fra il ’50 e il ’60. Ruggenti per il boom economico e per il rombo dei motori. L’industria automobilistica del Bel Paese va a gonfie vele ed è dominata da Fiat e Alfa Romeo. Se, rapidamente, la Fiat riempie le strade con le sue 600 e 500, l’Alfa Romeo scrive la storia dell’automobilismo con le sue auto sportive dal look vincente, aggressivo ed elegante allo stesso tempo. Il modello di punta è la Giulietta Sprint con cui Alfa prova a conquistare non solo il mercato Italiano, ma anche quello internazionale. Le vendite vanno bene, ma per conquistare gli States manca qualcosa, un dettaglio fondamentale per la cultura americana: manca una versione spider, magari cabrio.

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Alfa Romeo sceglie il progetto di Pininfarina

L’intuizione viene agli importatori americani, gli Hoffman di New York e la casa automobilistica lombarda lancia un concorso per disegnare la nuova vettura. La carrozzeria Bertone, responsabile del design della Giulietta Sprint, produce un prototipo che viene scartato per il solo timore che seguire entrambe le linee produttive sarebbe stato troppo complicato per la carrozzeria piemontese. L’Alfa Romeo sceglie, quindi, il progetto di Pininfarina, ispirato leggermente alla Lancia Aurelia B24 e i quattro esemplari prodotti da Bertone diventano vetture mitiche custodite gelosamente dall’azienda piemontese.

 

Giulietta Spider, simbolo del made in Italy

La produzione di serie si avvia nel 1956 e la Giulietta Spider diventa ben presto un elegante simbolo del made in Italy in tutto il mondo. Grazie al suo motore quattro cilindri raggiunge velocità top per l’epoca, ovvero 160 km/h per la versione normale e 185 km/h per la versione “Veloce”, ma è il look che miscela sapientemente design italiano e accessori in stile americano, come il parabrezza panoramico, a renderla un mito su quattro ruote.
È una delle prime auto a diventare un vero e proprio status symbol per la sua epoca: si innamorano di lei diversi personaggi famosi, fra cui Michelangelo Antonioni e Walter Chiari. E’ il suo carattere internazionale a rendere la Giulietta Spider nell’immaginario collettivo un vero e proprio simbolo di quegli anni. Non è un caso, infatti, che sia una delle automobili più utilizzate dal cinema hollywoodiano per ricreare l’Italia degli anni del boom economico.


 

La Giulietta Spider nella storia del cinema

I due casi emblematici sono rappresentati da “Il talento di mr. Ripley”, pellicola del 1999 di Anthony Minghella, e “Nine”, film del 2009 diretto da Rob Marshall.
Nel film di Minghella, una storia drammatica che vede un giovane americano interpretato da Matt Damon impegnato in un lungo viaggio in Italia, la Spider di Alfa Romeo è utilizzata addirittura per celebrare in un singolo fotogramma la società italiana di quegli anni: una Giulietta Spider serie 750 rossa è protagonista di una scena in piazza Navona a Roma in mezzo a uomini ben vestiti, marinai americani che si intrattengono con giovani fanciulle e una Vespa ’50 bianca.

L’animo sportivo della Giulietta Spider

Nel musical di Rob Marshall, ispirato al capolavoro di Fellini 8 e mezzo, la Giulietta Spider, in colorazione azzurro Capri, è l’auto con cui il protagonista attraversa Roma, Anzio e litorale laziale. In questo senso è emblematico come l’Alfa e il protagonista abbiano un rapporto nettamente più intimo rispetto al film a cui si ispira, dove la Spider di Alfa è comunque presente. Segno inequivocabile di quanto, negli anni, la sportiva del biscione sia rimasta nel cuore e, soprattutto, nella mente delle persone che hanno avuto il piacere di osservarla e guidarla.
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La Giulietta Spider è un’auto mitica e ha sicuramente avuto un ruolo emblematico sia nella storia dell’automobilismo che in quella culturale e simbolica del nostro Paese.
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Francesco Veramini