HARLEY DAVIDSON: UNA FILOSOFIA DI VITA SU DUE RUOTE

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Sab, 11/02/2017
Mer, 11/10/2017
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Gio, 11/06/2020

A Milwaukee, nel piccolo garage di 3 metri per 5 della famiglia Davidson, venne costruita, nel 1902, da William Harley (Milwaukee, 29 dicembre 1880 - Milwaukee, 18 settembre 1943) di 21 anni e Arthur Davidson (Waukesha, 11 febbraio 1881 - Wisconsin, 30 dicembre 1950) di 20 anni, un prototipo marciante di bicicletta motorizzata, la prima Harley Davidson. Il prototipo funzionava e subito alla società si unirono i due fratelli di Arthur Davidson, William e Walter Davidson. Da qui inizia l'avventura che a breve da vita al mito di Harley-Davidson, un mito sopravvissuto alle due guerre e alle grandi depressioni economiche.
La società Harley-Davidson Motor Company viene ufficialmente fondata il 28 agosto 1903 da William Harley, Arthur Davidson, William Davidson e Walter Davidson. 
Nei primi due anni vengono venduti soltanto tre esemplari.
Nel 1906, viene costruito il primo stabilimento e nell'anno successivo ne vengono prodotte 150. La compagnia poi firma un contratto con la polizia per una fornitura per 1.149 esemplari. La velocità massima di queste moto raggiungevano 97 km/h. Successivamente si aggiudica il primato di essere la prima moto a raggiungere una velocità di 160 Km/h.

Nel 1913, lo stabilimento originale viene ingrandito raggiungendo la produzione di 12.904 esemplari. Nella Prima Guerra Mondiale dall'esercito americano vengono richieste 45.000 moto da utilizzare nelle operazioni militari, cosa che permette alla Harley Davidson di diventare, a partire dagli anni ’20, il più grande costruttore di motociclette al mondo, presente in 67 paesi. 
Dopo esser riuscita a sopravvivere alla Grande Depressione, la grave crisi economica degli anni ’30, durante la Seconda Guerra mondiale l'esercito americano quasi raddoppia il numero di motociclette arrivando ad un'ordine di 88.000 esemplari. Dopo la fine del conflitto mondiale la produzione civile rimane immutata per molti anni.
Nel 1969, Harley Davidson viene acquistata dalla American Machine and Foundry, divenendo AMF-Harley-Davidson, la quale decide di diminuire drasticamente la forza lavoro, decisione che porta ad uno sciopero dei lavoratori e ad un abbassamento della qualità. La conseguenza fu un calo delle vendite con rischio di bancarotta. Ma nello stesso periodo, la AMF-Harley-Davidson riesce a conquistare gli unici titoli iridati della sua storia al Campionato mondiale di velocità, nelle stagioni 1974, 1975 e 1976.

Nel 1981 la AMF rivende la Harley-Davidson ad un gruppo di 13 investitori con a capo Vaughn Beals e Willie G. Davidson, che riescono a far aumentare le vendite dell’azienda. I profitti della casa di Milwaukee derivano anche dall’utilizzo del suo marchio per la creazione di vari articoli Harley-Davidson come orologi, anelli, bracciali, ciondoli, accendini, portachiavi, borse e diversi altri articoli ancora.
Nel 2003, l’azienda celebra il suo 100° compleanno, festeggiato a Milwaukee con uno storico raduno di moto. La Casa, per l'accasione, ha messo in commercio i modelli 2003 l'edizione centenario, molto ricercata fra gli appassionati, con speciali colorazioni, serbatoi e una nuova serie di abbigliamento.
Nel 2008, a Milwaukee nasce l’Harley Davidson Museum, dove si ha la possibilità di rivivere la storia della casa automobilistica ammirando non solo la collezione di motociclette, ma "vivendo” la storia narrata dalle numerose foto, filmati, indumenti, documenti rari e altri oggetti esposti. 
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Francesco Veramini