IL GRAN PREMIO DINO FERRARI

Ricorre ogni anno fino a Mar Dic 31 2019 .
Mer, 28/09/2016
Gio, 28/09/2017
Ven, 28/09/2018
Sab, 28/09/2019

Diciannove furono i piloti iscritti all'evento. La Scuderia Ferrari e l'Alfa Romeo furono gli unici due team del mondiale a iscrivere i due piloti titolari. 
Il Gran Premio Dino Ferrari fu una gara di Formula 1, non valida per il campionato mondiale, disputata il 16 settembre del 1979, sul Circuito di Imola. La gara era dedicata alla memoria di Dino Ferrari, figlio di Enzo Ferrari, deceduto nel 1956, a soli 24 anni, per distrofia muscolare.
La pista lunga poco più di 5 km e la gara comprendeva 40 giri. 
Nelle prove libere il miglior tempo venne fatto segnare da Gilles Villeneuve su Ferrari in 1'35"1, due secondi meno del record ufficioso detenuto da Carlos Reutemann in 1'37"3. 
In gara, Gilles Villeneuve mantenne il comando, seguito da Jody Scheckter. I due compagni di scuderia alla Ferrari mantennero il comando nei primi giri, fino a quando vennero avvicinati da Niki Lauda, che prima passò il sudafricano poi duellò per due giri con il canadese.
Al ventiduesimo giro Villeneuve attaccò Lauda, ma l'austriaco chiuse la traiettoria tanto che Villeneuve tamponò la Brabham, rompendo l'alettone anteriore. Quel gran premio fu l'ultimo che Lauda vinse prima del suo ritiro. Negli ultimi giri Carlos Reutemann conquistò il secondo posto, con Scheckter penalizzato dal deterioramento delle gomme Michelin.

Quella competizione fu la seconda volta in cui il tracciato ospitava una gara di F1, la prima volta era stato il Gran Premio d'Imola del 1964, vinto da Jim Clark su Lotus-Climax. L'idea di riportare la massima formula sul tracciato romagnolo era stata lanciata, già nel 1977, da Enzo Ferrari che aveva proposto la creazione di un Torneo europeo di F1, competizione di dieci gare e riservato a piloti non iscritti nel mondiale. Molte scuderie britanniche e dell'abbandono del progetto del Torneo d'Europa da parte della CSI, l'Automobile Club di Bologna annunciò il 20 settembre la cancellazione della corsa a Imola.
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Francesco Veramini