Juan Manuel Fangio

Dom, 17/07/2016

Uno dei più grandi piloti automobilistici di sempre e per certi versi il più leggendario, è senza ombra di dubbio l’italo-argentino Juan Manuel Fangio. Un uomo che ha dedicato la propria vita alla passione per le corse e che non ha lesinato energie nel tentativo di primeggiare sempre e comunque nei confronti dei propri avversari.
Fangio nacque il 24 giugno 1911 a Balcarce in Argentina da due emigranti italiani giunti in Sudamerica in cerca di fortuna. Il padre era originario della provincia di Chieti come del resto la stessa madre. La prima parte della sua carriera agonistica si sviluppa principalmente in Argentina dove riesce a fare incetta di titoli e vittorie. Nasce così il mito di Fangio capace di intimorire gli avversari con la propria sfrontatezza e voglia di essere il numero uno. Di lui si narra che fosse poco avvezzo al gioco di squadra e soprattutto fosse contraddistinto da un carattere molto forte, deciso e poco incline ai compromessi. La sua avventura nel mondo della Formula Uno e quindi del massimo campionato automobilistico a livello mondiale e che a quel tempo si svolgeva con gare esclusivamente corse su circuiti europei, iniziò all’avanzata età di 39 anni ed ossia nel 1950.

Sottoscrisse per l’esattezza un contratto che lo legava alla scuderia italiana dell’Alfa Romeo con la quale esordì nel 1950 nel Gran Premio di Gran Bretagna però con uno sfortunato ritiro. Andò decisamente meglio nella gara successiva nel Gran Premio del Principato di Monaco dove riuscì a cogliere una meritatissima vittoria. Alla fine di quel primo campionato di Formula giunse secondo con 27 punti in attivo raccolti in sette Gran Premi. L’anno successivo ed ossia nel 1951 riuscì a firmare una straordinaria impresa con la propria Alfa Romeo 159 conquistando il titolo iridato con 31 punti ottenuti nel corso dei vari Gran Premi che nel frattempo erano diventati otto. Dopo un anno sabatico coinciso con il 1952 torna alle corse nel 1953 alla guida di un’altra prestigiosa scuderia italiana, la mitica Maserati. Alla guida della sua Maserati A6GCM conquista soltanto una vittoria e alla fine dell’anno si piazza nella classifica finale al secondo posto.
L’anno successivo decide di cambiare scuderia per alcune dispute interne ed incomprensioni passando alla Daimler Benz AG alla guida della Mercedes W196 con la quale conquista il proprio secondo titolato iridato con ben 42 punti conquistati. L’anno successivo conferma la propria presenza in questa scuderia e rivince senza grandi problemi il titolo manifestando una netta superiorità rispetto ai propri avversarsi soprattutto in quanto a tenacia e voglia di vincere. Nel 1956 passa alla Ferrari dove vince il suo quarto titolo iridato, il suo terzo consecutivo, ma alcune frizioni avute con Enzo Ferrari gli faranno cambiare aria nuovamente a fine stagione. Nel 1957 torna alla Maserati dove conquistato il quinto titolo mondiale e completa un cerchio che lo ha visto vincente praticamente con tutte le principali scuderie dell’epoca.
Nel 1958 al termine di una stagione non proprio esaltante alla guida di un auto privata decide di ritirarsi dalla Formula con un bilancio di 24 gran premi vinti su 51 disputati, 5 titoli mondiali e 29 pole position. Fangio morirà il 17 luglio 1995 a Buenos Aires in Argentina. Nel corso della sua vita fu anche insignito dal Presidente della Repubblica Italiana nel 1969 del titolo di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Francesco Veramini