GERUSALEMME, LA CULLA DELLE RELIGIONI

Sab, 11/03/2017

Come non può non fissare la tappa, nel “giro del mondo in 80 giorni”, della città di Gerusalemme, culla di fede in Dio.
Cosa non sarà stato ancora detto della città sacra sopra tutte le altre, la città riunificata, la città eterna costruita migliaia di anni fa, la cui storia si ode ancora oggi nel sussurro del vento che soffia intorno alle sue mura, la città dove ogni pietra narra la fiaba meravigliosa di un luogo che da millenni attira milioni di pellegrini. Questa è Gerusalemme, capitale di Israele, l’unica città che possieda 70 nomi d’amore e di desiderio, il luogo che nelle antiche mappe appare disegnato al centro del mondo, e che ancora oggi è adorata come una giovane sposa.
Gerusalemme è una città dalle travolgenti emozioni, promette una forte esperienza religiosa e spirituale, ma anche divertimento e piacere, luoghi interessanti e appassionanti avventure. Accanto al fascino della storia e dell’archeologia, le sorprendenti attrattive turistiche aspettano chi ama la cultura, l’arte, il teatro e la musica, l’architettura e la gastronomia.

Gerusalemme è la capitale dello Stato di Israele, anche se non riconosciuta come tale dalle Nazioni Unite. E’ un'antichissima città di grande importanza storica e geopolitica nonché unica città santa per due delle tre principali religioni monoteistiche (Ebraismo e Cristianesimo) e terza città santa in ordine d'importanza, dopo La Mecca e Medina, per l'Islam.
I gerosolimitani sono 743.000 (maggio 2007), di cui 68% ebrei, 30% musulmani, e 2% cristiani; la densità è 5.750,4 abitanti per km². Benché riceva dall'estero alcune migliaia di immigranti ebrei l'anno, lasciano la città più persone di quante vi arrivino; tuttavia l'alta natalità degli arabi e degli ebrei ultra-ortodossi (Haredi) continua a far crescere la popolazione in linea con la media nazionale. Il tasso di fertilità (4,02) e la dimensione familiare (3,8) sono quindi assai superiori alle medie nazionali.
Di conseguenza, cambia la composizione religiosa ed etnica della città: ampia maggioranza, gli ebrei hanno solo il 31% dei bambini sotto i 15 anni, e infatti la quota di ebrei declina dal tempo della riunificazione della città (1967), quando era pari al 74%. 
La Terra di Israele, la Terra Santa, è un luogo ricco di fascino. Vette innevate, vallate tropicali, colline brune e laghi trasparenti fanno da sfondo ad un paesaggio che porta messaggi di personalità dai tratti distintivi e tradizioni religiose. Una terra unica al mondo. Ma questa Terra è soprattutto il luogo in cui aspirazioni ed idee sublimi hanno dato il loro frutto. Qui l’uomo ha cercato e poi raggiunto l’apice della fede. Questa terra ci racconta cose di cui è stata testimone nel corso dei secoli "che sono e che saranno" lasciando l’eredità di una fede che durerà nel tempo.
La Città Vecchia e le sue mura, considerate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, racchiudono in meno di un chilometro quadrato molti luoghi di grande significato religioso come il Monte del Tempio, il Muro del pianto, il Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia, la Moschea al-Aqsa. Nel corso della storia Gerusalemme è stata distrutta e ricostruita due volte, e fu assediata, conquistata e riconquistata in decine di occasioni.

Nel quarto secolo, San Gerolamo, vescovo di Betlemme, così scriveva alla Badessa Paola a Roma: “Tutto il mistero della nostra fede è nato in questo paese e in questa città.” Con Roma e Gerusalemme che si avvicinano sempre più a questioni materiali, l’esperienza del pellegrino assume dimensioni più importanti mentre la verità espressa dalle parole di San Gerolamo è rafforzata. Circa 800 anni dopo Gerolamo, San Francesco d’Assisi veniva autorizzato a visitare questi Luoghi Santi. Il suo pellegrinaggio portò ad uno sviluppo storico che diede ai francescani la responsabilità di conservare questi luoghi sacri per la Cristianità e di servire le esigenze spirituali dei Pellegrini, un compito che continuano a svolgere a tutt’ oggi. E nel corso degli anni, lungo questo viaggio di comunione e rivoluzione, un solo libro si è rivelato essere una guida fondamentale: la Bibbia.
Le colline tondeggianti e le verdi vallate della Galilea sono cambiate ben poco rispetto ai tempi biblici. Il contadino continua ad arare i campi e l’artigiano a praticare la sua arte. Il pescatore continua a gettare le sue reti nelle fresche acque azzurre del mare di Galilea mentre il Giordano segue il suo eterno corso fra file di alberi. Non lontano, circondata da colline, si innalza la Basilica dell’Annunciazione di Nazareth. Al suo interno la Grotta, ovvero la casa di Maria e il luogo dell’ Annunciazione. “Ecco, concepirai nel tuo seno e darai alla luce un figlio a cui porrai nome Gesù”. Da qui, è facile immaginare Gesù giovanetto che percorre la regione per esplorarne le parti più nascoste e conoscerne la gente. Molti dei luoghi del ministero di Gesù prendono vita, alcuni ancora abitati, altri contrassegnati da chiese e scavi archeologici. Si parte da Nazareth alla volta del villaggio arabo di Kafr Kanna dove la Chiesa Francescana delle Nozze di Cana celebra il luogo del primo miracolo: l’acqua tramutata in vino.
Si prosegue con la visita di luoghi celebri come il Monte delle Beatitudini con la superba vista del mare di Galilea dalla Chiesa delle Suore Francescane fino a Tabgha dove avvenne la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Cafarnao, sulla riva settentrionale del mare di Galilea non è lontana da qui. In questa città, base del ministero di Gesù in Galilea, una chiesa francescana sorge vicino alla Casa di San Pietro e ai resti di un’ antica sinagoga. A breve distanza, sulla riva orientale, si trova Kursi dove avvenne il miracolo della liberazione dell’indemoniato di Ghergasa. Che si scelga un luogo santo specifico o che si mediti in solitudine, la Galilea è il punto di partenza del pellegrinaggio in Terra Santa. Un pellegrinaggio in Galilea richiede tempo. La regione dispone di un’infrastruttura turistica che offre possibilità di pernottamento a vari prezzi (dall’ostello all’hotel) in grado di soddisfare le esigenze e le aspettative di tutti i turisti, pellegrini compresi. Le Riserve Naturali invitano alla tranquillità, alla contemplazione e al relax. Una crociera nel mare di Galilea o una visita nell’ alta valle del Giordano sono il piacevole complemento di un viaggio spirituale nella regione.
Di tutte le gemme di questa terra, Gerusalemme è senz’altro quella più preziosa. Le strade che si diramano dalla città conducono a Betlemme e alla Basilica della Natività, al villaggio di Ein Kerem associato a San Giovanni Battista, a Bertania di Maria e Marta e, infine, a Betfage da cui Gesù iniziò la sua trionfante processione delle palme verso la Città Santa. Qui, ogni nome prende vita, può essere ammirato e visitato: il Monte degli Olivi, l’Orto e la Grotta del Getsemani, i luoghi di vari eventi e miracoli …Ie colline e i sentieri, parte dell’ eterno paesaggio della città. Al centro, la Città Vecchia, dove il trambusto, i costumi, i colori e gli aromi lasciano correre l’immaginazione ed è facile pensare che l’atmosfera non fosse poi così diversa secoli or sono. I mercanti vendono i loro prodotti, dalla verdura coltivata nell’ orto ai tappeti esotici. I bambini sgambettano fra matrone esoticamente abbigliate mentre fanno la spesa, ebree devote vestite con quella sobrietà che ne fa trasparire la modestia, servi di Dio provenienti da tutto il mondo nei loro abiti tradizionali e nelle loro tonache e visitatori che arrivano da tutte le parti del pianeta.
Le speranze e i desideri di numerosissime persone di tutto il mondo trovano qui la loro espressione: i luoghi sacri del giudaismo nel vecchio tempio, le moschee dell’Islam sulla Collina del Tempio, i molti luoghi del ministero di Gesù a Gerusalemme, e il suo percorso finale, la Via Dolorosa e la Chiesa del Santo Sepolcro, il luogo della Resurrezione.
Nel modernizzare l’infrastruttura della Città Vecchia, in epoca recente, le autorità israeliane hanno prestato particolare attenzione alla Via Dolorosa. Mentre la pavimentazione di altre strade è stata realizzata con materiali moderni, per questa via sono stati utilizzati ciottoli con una particolare disposizione a semicerchio in corrispondenza delle stazioni della via Crucis e pietre del periodo erodiano rimosse da sotto la superficie. Ripercorrendo il cammino di Gesù si calpestano, quindi, in alcuni punti le vere pietre dell’epoca. Le 14 stazioni segnano la Vìa Crucis, dal tradimento alla crocifissione e sepoltura. Quasi tutte le piccole cappelle delle altre stazioni sono aperte solo di venerdì pomeriggio quando i francescani guidano la processione settimanale lungo la Via Dolorosa. Il percorso si conclude al Calvario e alla tomba, la Chiesa del Santo Sepolcro, dove si trovano le ultime cinque stazioni. Non è possibile esprimere a parole la magnificenza e l’importanza di questo luogo che per un cristiano rappresenta la più forte motivazione del pellegrinaggio.
La Gerusalemme moderna ha molto da offrire, dai musei al divertimento. Chi ha la possibilità di farlo può avventurarsi fino al Mar Morto per visitare Qurnran, centro della vecchia comunità degli Esseni, la fortezza di Masada e godere degli aspetti salutari della regione. Tel-Aviv, comprendente la vecchia Jaffa, è a solo un’ ora di macchina da Gerusalemme. Fondata agli inizi del ’900, offre molte opportunità dalla cultura e commercio alle strutture turistiche delle spiagge mediterranee. E’ possibile quindi vedere come l’antico e il moderno, il Sacro e il Profano coesistono splendidamente in Terra Santa. E’ anche possibile accedere a tutto quello che questa terra, al contempo vecchia e nuova, ha da offrire, da Nord a Eliat nel Sud, dal miracolo alla modernità. 
Considerata già in epoca antica cuore religioso e culturale della nazione ebraica e, sin dal sorgere del movimento sionista, quale capitale dello Stato di Israele, fu così proclamata nel 1950 e designata come tale, completa e indivisa, nella legislazione israeliana il 30 luglio 1980. I Palestinesi, di contro, rivendicano Gerusalemme Est quale propria capitale. Attualmente le maggiori autorità giuridiche e diplomatiche internazionali considerano Gerusalemme Est quale territorio occupato.
In Gerusalemme è possibile identificare la città antica, circondata ancora oggi da mura difensive con camminamento perimetrale e passaggi obbligati (Porta Nuova, Porta Damasco e Porta di Erode a Nord; Porta di Santo Stefano o dei Leoni e Porta d'Oro murata sulla fiancata della Spianata a Est; Porta del letame o dei Magrebini e Porta di Sion a Sud; Porta di Jaffa ad Ovest) posta su quattro colline:
- a Nord Ovest è presente il monte Golgota, che con una propaggine meridionale detta "sperone centrale", si insinua tra la valle delTyropoeon e la valle trasversale. Lo sperone centrale è stato, fin dai tempi antichi, sede di mercato, difeso dalle Mura di Manasse nel 650 a.C. circa. Il Golgota fu usato stabilmente dai Romani per le crocifissioni, ai tempi extra muras.
- a Nord Est un complesso collinare che, col rilievo di Nord Ovest, fu compreso nelle mura della città in epoca romana, sotto Tito, prendendo il nome di "Città Nuova".
- a Sud Ovest c'è una grossa collina (detta "di Gareb") che raggiunge i 770 m s.l.m., le cui falde meridionali e occidentali costituiscono la valle della Geenna. Il punto più basso di questa è alla confluenza col Cedron, e risulta intorno ai 600ms.l.m.. A Nord si trova la valle trasversale che divide la collina di Gareb dai promontori settentrionali. In questa fu costruito l'acquedotto superiore (V-VI secolo a.C.), che portava le acque alla piscina di Migdal o Amygdalon. Già in periodo gebuseo la collina di Gareb prende nome di Urusalim.
- a Sud Est si trova il complesso Sion-Ophel-Moria: si tratta di un rilievo a forma di clava con asse NordSud, la parte più grossa e alta (raggiunge i 750 m s.l.m.) rivolta a Nord. È individuato dalla valle del fiume Cedron sul lato Est, e dalla valle centrale del Tyropoeon a Ovest. Sion è la parte più bassa, il manico di questa clava, e qui fu fondato il nucleo originario della città. L'Ophel, spesso chiamato "Sion" per estensione del termine, è il nome dato al pendio che sale al monte Moriah, dov'è la spianata delle moschee (detta anche spianata del Tempio).

Tarcisio Agliardi