NELLA TERRA DELLE CIVILTA' PRECOLOMBIANE: IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI A CITTA' DEL MESSICO

Mar, 24/01/2017

Dopo aver esplorato le meraviglie urbanistiche e naturali del nord America, il Giro del Mondo in 80 giorni scivola verso sud ed approda nella colorata terra messicana per scoprirne la mastodontica Città del Messico, e spostarsi poi a 40 chilometri, per esplorare le meraviglie di Teotihuacán, uno dei siti precolombiani più interessanti del continente. Città del Messico offre un patrimonio culturale che pare infinitamente esteso nello spazio e nel tempo: dalle origini, attraverso l'era precolombiana, fino alla città contemporanea, tra reperti archeologici, la pittura dei muralisti e i grattacieli del quartiere moderno. La cultura messicana è un mosaico di esperienze e di storie, un incrocio di esperienze fiorito dalla colonizzazione spagnola che, innestatasi sul sostrato mesoamericano, ha figliato una cultura ibrida, influenzata da uno spirito europeo e locale-indigeno. Da questo connubio nascono buona parte l'architettura locale e, soprattutto, gli splendidi murales di Diego Rivera, Siquerios e Orozco, esempio di convivenza delle due anime, piegate a messaggi di natura socialista. Di Rivera a Città del Messico si possono ammirare le opere realizzate al Ministero dell'Educazione Pubblica, per il Palazzo Nazionale e l'Hotel del Prado. Per conoscere il cuore antico della città, è bene partire dalla visita del centro storico con Plaza de la Constitucion (o El Zocalo) presso la quale sorge la Cattedrale, risalente al 1583. Non molto lontano dalla piazza si conservano i resti del tempio azteco di Tenochtitlan, conosciuto come Templo Mayor, con annesso il museo che conserva importanti reperti quali la pietra di Coyolzauhqui. Nella zona occidentale si trova il Bosque e il Castillo de Chapultepec, un immenso parco (con castello) all'interno del quale è stato ricavato il Giardino Zoologico e l'importantissimo Museo Nazionale di Antropologia, la più grande collezione di arte preispanica al mondo, un'eccezionale panoramica sul mondo precolombiano che comprende il famoso Calendario Azteco o Pietra del Sole. Un certo respiro europeo, e precisamente francese, si riscontra in una serie di edifici eretti nel corso dell'Ottocento e del primo Novecento, quali il Palazzo Postale, Santa Maria la Ribera e il Palazzo di Belle Arti, il teatro dell'opera e sala concerti più importante del Messico che vanta al suo interno due musei, oltre ad opere dei più importanti muralisti messicani. Il lato più moderno della città è rappresentato dai monumenti post-rivoluzione, progettati nel corso del Novecento per dare un nuovo profumo contemporaneo all'urbanistica locale: ne sono esempi la Torre Anahauc (Contigo), un compatto palazzo dal paramento a fasce bicolori, la Torre Latinoamericana, dall'andamento scalare, per un totale di oltre 200 metri d'altezza, la Torre Taltelolco, che si eleva per 24 piani con una forte spinta ascensionale, accentuata dal movimento verticale delle fasce decorative, e la Torre Prisma, rivestita da vetri a specchio che aggiornano la forma del grattacielo donandole un aspetto futurista. Ma uscendo da Città del Messico e percorrendo una quarantina di chilometri, quest'anima contemporanea sfoggiata dalla città sembra rimanere distante anni luce, quando troviamo Teotihuacan, il sito archeologico dell'omonima civiltà. L'antica città fu edificata a partire dal IV secolo a.C e divenne presto il simbolo di una cultura in forte espansione, che riuscì ad imporsi in America centrale. Il sito comprende le bellissime piramidi tolteche a gradoni, prototipi delle architetture azteche e maya: la scalata della Piramide del Sole o della Piramide della Luna certo costerà tanto sudore, ma sarà ricompensata da un'esperienza unica e da un panorama imperdibile. Il fascino straordinario ed eterno di questo luogo ha sempre esercitato attrazione nei secoli, soprattutto per i conquistadores giunti sul luogo. L'abbandono dell'insediamento è da collocare nel VII-VIII secolo, quando venne parzialmente distrutto, probabilmente a causa di un grave incendio. La fine della città fu sicuramente determinata da un precedente declino, aggravato da tensioni interne e notevoli problemi climatici che causarono carestie. Teotihuacan: la seduzione del mistero, di domande sospese nel tempo, di tradizioni arcaiche legate alla natura e al tempo, cristallizzate in opere architettoniche che, lottando contro i secoli, rimangono testimoni di una storia ancora piena di fascino.

Tarcisio Agliardi e Federica Gennari