SHANGHAI, PARIGI D’ORIENTE

Rischiamo di perderci, arrivando nella città più popolosa al mondo. Tra tradizione, siti millenari e luoghi dello spirito, il Giro del Mondo in 80 giorni sbarca nella capitale economica e finanziaria cinese, la capitale del moderno, Shanghai. Adagiata sul Mar Cinese orientale, Shanghai si presenta nella sua veste più contemporanea: con le sue vette luccicanti, le forme ultramoderne e i grattacieli, la città appare come un’isola futurista, lontana anni luce dalla spiritualità del santuario di Lhasa e dal fascino antico della città proibita di Pechino. La zona di Shanghai che meglio simboleggia questo slancio verso il futuro è la New Pudong Area, una panoramica di altissimi grattacieli che toccano vette di 420-490 metri d’altezza, con lo Shanghai World Financial Center (terzo grattacielo al mondo per altezza), la Jin Mao Tower di 88 piani e la Torre televisiva, conosciuta come “Perla d’Oriente”. Quest’area ben simboleggia la vivacità economica della città ed è in grado di riflettere tutta l’innovatività e la modernità dello spirito di Shanghai. Ma la sfida futurista non termina qui poichè per il 2014 è prevista la conclusione della Shanghai Tower, di ben 632 metri di altezza. Shanghai però non è solo modernismo: scoprendo la città, è possibile ammirare architetture di diversi stili, a partire dalle tipiche abitazioni Shikumen, residenze in mattoni grigio-neri collegate tra loro e affacciate su viottoli, oltre a edifici neoclassici sovietici, riconducibili al periodo tra la nascita della Repubblica popolare e la fine degli anni Settanta, e architetture in stile europeo, con gli edifici coloniali della zona “Bund” (alcuni dei quali in stile decò). Di quest’area, il quartiere più caratteristico rimane la cosiddetta Concessione Francese o Quartiere Francese. L’atmosfera europea che si respira in questo quartiere è giustificata dai viali alberati, dalle villette ordinate, dai tavolini dei locali che si dispongono all’aperto, tra ristoranti e boutique. L’influsso francese del quartiere è dovuto alla sovranità subita dal 1849 al 1943, quando la zona è divenuta residenza per i coloni, per trasformarsi poi in una delle aree più “in” della città. Qui è presente inoltre la Cattedrale di Sant’Ignazio o Cattedrale Xujiahui,  un’opera di inizio Novecento voluta dai gesuiti, ora cattedrale cattolica eretta in stile gotico, come visibile dalle torri che affiancano la facciata. A Shanghai sono presenti inoltre altri centri di culto, cattolici e non: la cattedrale di Dongjiadu, la cattedrale She Shan, la moschea di Xiaodaoyuan, la sinagoga di Ohel Rachel. Celebri anche i templi cittadini, quali il Tempio si Jing An, il Tempio di Longhua, il più grande di Shanghai, e il Tempio del Budda di Giada (1911-1918),  dove risiedono circa 70 monaci buddisti, dediti al lavoro e alla preghiera. Da non perdere, inoltre, il Gran Teatro, opera moderna dell’architetto francese Jean Marie Charpentier aperta al pubblico nel 1998, il Museo di Shanghai, il museo locale di arte cinese che conserva oltre 120.000 opere, con manufatti antichissimi in ceramica e in bronzo, ed infine i Giardini Yuyuan,  straordinario esempio di giardino cinese con salici piangenti, rigagnoli d’acqua, piccoli ponti e architetture. Prima di lasciare la città, immancabile è una passeggiata lungo la famosa Nanjing Road, una delle più celebri strade dello shopping al mondo. Posta in centro città, Nanjing Road si estende per 6 chilometri, dividendosi nella sezione est, che va dalla zona Bund alla People’s Square, e quella ovest che, dalla piazza, continua nel Jing’an District. La fortuna di questa via è eccezionale, tanto che vanta la media di un milione di visitatori al giorno.  Shanghai, affacciata sul mare, appare come la vera “Perla d’Oriente”: moderna, innovativa, attraversata da una leggera brezza europea, ma allo stesso tempo radicata ad una storia che, seppur in parte surclassata dal futuro avanzante, convive serenamente con le corone di grattacieli che, come in una cartolina dal domani, riflettono le loro luci nel Mar Cinese.

Tarcisio Agliardi e Federica Gennari