Nel 1987 è stato inserito nella Automotive Hall of Fame per i suoi eccezionali meriti nel campo dell’automobile.
Ferdinand Porsche (Maffersdorf, 3 settembre 1875 – Stoccarda, 30 gennaio 1951), è l’ingegnere e imprenditore austriaco, noto per aver fondato la casa automobilistica Porsche e aver progettato, su commissione di Adolf Hitler, il Maggiolino, da cui nascerà la casa automobilistica tedesca Volkswagen, “l’auto del popolo”.
Per la sua formazione frequenta la Staatsgewerbeschule, scuola professionale di Liberec e nel 1898, si trasferisce nella Vienna dove lavora prima presso la “Béla Egger Electrical Company” e dopo presso la “k.u.k-Hofwagenfabrik Jakob Lohner & Co.” di Floridsdorf; produttrice di carrozze per la casa imperiale e per i reali di Norvegia, Svezia e Romania.
In questo momento, a cavallo del secolo, l’Europa è in una fase di forte modernizzazione e l’automobile sta per diventare uno stile di vita quotidiana.
Per Ferdinand Porsche tutto ebbe inizio nel 1900; all’Esposizione Universale di Parigi, dove venne presentata la “Semper Vivus Lohner-Porsche”, primo veicolo ibrido a trazione integrale della storia, equipaggiato da un motore a combustione interna e di un motore elettrico su ciascuna ruota. Il progetto risale ad un’epoca in cui Porsche non aveva ancora un titolo di studio universitario.
Nel 1934, contribuì alla realizzazione di uno dei progetti più importanti del Führer; la creazione di Maggiolino, la “macchina del popolo – in tedesco Volks Wagen”, che non doveva costare più di 1000 marchi. Doveva essere alla portata dello stipendio di un operaio. Era un progetto ad imitazione di quanto già avvenuto in U.S.A. con la Ford T.
Iniziata la seconda guerra mondiale, il prezioso patrimonio di conoscenze ed intuizioni di Ferdinand Porsche venne sfruttato dal partito nazista anche a fini bellici: infatti, sulla base del Maggiolino, progettò il carro VK 3001 (P), ordinato in tre prototipi, l’unico dei quali fu prodotto nell’ottobre del 1941 ed il carro PzKpfw VI Ausf P (SdKfz 181 Ausf P), di cui furono costruiti 90 scafi, successivamente utilizzati per il cacciacarri Elefant, detto anche Ferdinand in suo onore. Progettò anche la versione anfibia, la celebre Volkswagen Kübelwagen prodotta in migliaia di esemplari.
Nel novembre 1945, Porsche venne catturato con uno stratagemma dai militari francesi ed incarcerato con l’accusa di collaborazionismo. Scontò circa 20 mesi di prigionia in Francia, al fine di estorcergli progetti da utilizzare nell’industria dell’auto. Grazie all’intervento di Piero Dusio, che pagando la cauzione, in cambio del progetto della nuova Cisitalia da Formula 1, poté finalmente tornare libero ed iniziare a produrre presso una vecchia segheria di Gmund gli automobili che portassero il suo nome. Era il giugno 1948 quando iniziò la produzione del marchio Porsche, dopo la sua fondazione del 25 aprile 1931.
La produzione, inizialmente, era di pochissimi veicoli, che vennero denominati Porsche 356, anche per il numero di progetto. Le prime 356 ottennero ben presto l’apprezzamento della clientela sportiva di tutto il mondo, inclusi gli americani. Apprezzamento che già negli anni ’50 resero il marchio Porsche notevolmente conosciuto. Fu l’inizio dell’epopea industriale e sportiva del celebre marchio Porsche.
All’inizio degli anni 50, la sede della società venne nuovamente trasferita in Germania, nel quartiere di Stoccarda chiamato Zuffenhausen, dove ancora oggi si trova la Porsche AG.
Tra il 1950 ed il 1963 Porsche progettò e produsse anche numerosi modelli di trattore agricolo diesel con la società Porsche-Diesel Motorenbau GmbH con sede in Friedrichshafen, nell’ambito di un progetto di diversificazione industriale e finanziaria.
Si sposò con Aloisia Johann Kaes da cui ebbe due figli, Louise (1904 – 1999) e Ferdinand Anton Ernst (1909 – 1998), detto “Ferry”, che lo affiancò sin dagli anni ’30 ed in seguito alla morte lo sostituì alla guida dell’azienda di famiglia. Dal matrimonio della figlia Louise con l’avvocato viennese Anton Piëch nacquero quattro figli, Ernst, Louise, Hans-Michel e Ferdinand, che viene nominato nel 1999 manager automobilistico del secolo.
Il 30 gennaio del 1951, Ferdinand Porsche morì di infarto a Stoccarda, secondo alcuni per danni causati alla salute in seguito della prigionia francese. Alla sua morte Ferdinand divise equamente il patrimonio tra i due figli.
Francecso Veramini